Crisi? No ... grazie!

Crescita: l'Ocse riduce le stime 2016 dell'italia del 1% (da 1,4%), e del mondo a +3% (da 3,3%). L'anno è anche bisestile, se non fosse inadatto al contesto direi che ci sarebbe da preoccuparsi.

Questo è quanto ci viene incontro di primo acchito sia dai media che dalla vox populi, ed in realtà è anche lo scenario macro con cui ognuno ed ogni settore deve fare i conti. Cionondimeno ogni periodo storico di crisi, ogni contingenza problematica ha sempre visto fiorire iniziative, soluzioni, novità alternative in grado di invertire gli andamenti, di sfruttare le opportunità a disposizione, di trasformare quindi il cupo pessimismo non dico in euforico ottimismo, ma in fiducia, in positività.

Albert Einstein scriveva queste parole oltre 80 anni fa: "Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza."

Come dargli torto, ma per dargli ragione tuttavia è necessario rifarsi all’ultima riga del discorso, serve “competenza”.

Cosa significa competenza in un mondo piccolo come quello in cui vive OD, i suoi clienti, i suoi fornitori, i consumatori dei prodotti che distribuisce? Significa innanzitutto conoscenza, apertura, visione, probabilmente come in ogni altro campo.

Quando parliamo di prodotti o di merceologie comprendiamo un mondo in divenire nel quale troviamo famiglie mature, altre vecchie, alcune emergenti, ognuna con tipicità fisiche ed economiche proprie, che gli operatori devono conoscere, valutare, spingere o frenare, partendo dalla conoscenza dei limiti delle loro aziende, limiti fisici ed economici che possono rendere la stessa azione miracolosa o dannosa al tempo stesso. Senza entrare in modo specifico nell’argomento prodotti voglio solo citare la famiglia dei prodotti “green”: non esistevano pochi anni fa, oggi sono una frontiera di cui non si conoscono nemmeno i confini.

Se spostiamo l’attenzione sui sistemi distributivi la sostanza non cambia. Oggi convivono modalità di vendita in forte crescita con altre in forte calo, è necessario conoscere pregi e difetti di ognuna per adeguarli in modo sostenibile alla propria esigenza specifica .
Il commercio elettronico cresce a due cifre mentre il tradizionale continua a perdere, le aziende grandi in apparenza resistono meglio rispetto alle piccole, che in Italia sono ancora in numero probabilmente eccessivo, ma la flessibilità delle micro-società se gestita con intelligenza e con gli strumenti oggi a disposizione garantisce ancora buone opportunità. 

Il termine “locomotiva” che fino a pochi anni fa si attribuiva a situazioni, alla crescita, o ai luoghi come la Germania, o il Veneto, oggi si trova con fatica solo nelle stazioni, e la “domanda” che per anni ha trascinato il mercato e tutti gli attori che ne facevano parte, a prescindere dalla qualità in molti casi, almeno nel nostro settore,  oggi è solo un ricordo .

Oggi per arrivare a riva c’è poca corrente, servono testa e braccia, volontà ed orientamento che certamente nell’imprenditoria italiana di ogni dimensione, non mancano.
L’anno in corso vedrà certamente ottimi risultati e altrettanto ottime iniziative che non potranno essere frutto del caso o della fortuna, ma saranno il corrispettivo di intelligenza, di capacità e di innovazione, in una parola di “competenza”, e la selezione che inevitabilmente avverrà su questi parametri non dovrà essere intesa come la maledizione dal cielo, ma come un necessario esame per rafforzare tutto il sistema.

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