WE RUN TO FEEL BETTER!

Domenica 28 Aprile si è svolta la 39esima edizione della Virgin Money London Marathon,  che vede ogni anno la partecipazione di migliaia di atleti, circa 40.000, tra principianti e professionisti, da ogni parte del mondo e, quest’anno, anche la partecipazione di Office Distribution, grazie all’agente Walter Bottani che ha corso per noi.

L’evento di Londra è una delle 6 Majors Marathon mondiali, assieme a New York, Chicago, Boston, Berlino e Tokio. Ha un fascino impareggiabile per tutti i maratoneti grazie al percorso spettacolare (42 Km lungo il sud del Tamigi includendo gli angoli più suggestivi della città da Greenwich a Buckingham Palace, Tower Bridge, il Parlamento, il Big Ben, il London Eye), alla sua perfetta organizzazione e al caloroso sostegno dei londinesi lungo il percorso. Si tratta, inoltre, di un grande evento di beneficenza: più dei tre quarti dei maratoneti corrono per scopi benefici.

Mesi di allenamenti costanti e in qualsiasi condizione metereologica, dieta bilanciata e serrata, una volontà che viene progressivamente forgiata dai sacrifici…perché la maratona, come la vita, richiede determinazione, automotivazione, voglia di superare i propri limiti, sacrificio e voglia di mettersi in gioco.

THIRD

Ma lasciamo parlare il nostro maratoneta…

«La “regina delle distanze”, così è definita la maratona, è un insieme di emozioni, sensazioni oltre a sacrificio, impegno, imprevisti, gioia, dolori, speranze, successo, c’è tutto mentre la prepari fino al giorno della gara dove poi, appena superato il traguardo esternare tutto scaricando anche attraverso il pianto tutta la felicità , perché consapevoli di aver portato a termine una grande prova di tenacia, resistenza, determinazione, passione, ostinazione e solo dopo aver goduto del risultato raggiunto, il pensiero nuovamente  corre, immaginandone ancora una prossima.

Eccoci ora qua, finalmente Londra, finalmente sta per concretizzarsi il sogno desiderato di poter fare la mia quinta maratona a distanza di cinque anni dalla precedente, Roma, dopo aver corso negli anni prima Berlino, S. Francisco, Parigi.

Anche quest’anno in molti vorrebbero partecipare, la notizia è che all’organizzazione sono giunte 414 mila richieste  d’ iscrizione, 30.000 in più del 2018 , ma al via saremo solamente, se così si può dire, in 56.398 con 579 italiani, contingente straniero più numeroso dopo Stati Uniti, Irlanda, Francia; io ci sono, anch’io sarò un protagonista dell’evento in una delle gare più celebrate e seguite del mondo, ho fatto sacrifici, tanti, per me stesso, per tutte le persone che mi vogliono bene.

La maratona non dura 42 km. e 195 metri, inizia ben prima, quando una mattina ti alzi e  decidi di volerla correre.

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Inizia così la preparazione programmata, io in 4 mesi alternando corse lente e non, delle ripetute, dei lunghi la domenica con qualsiasi temperatura, freddo, vento, pioggia, non importa, ho  il mio obbiettivo da raggiungere, questo importa, oltre poi al materiale tecnico, scarpe adeguate, osteopata nel necessario.

Tutto questo fino al giorno fatidico della partenza per Londra e qua appena arrivato via subito all’EXPO per ritirare le due cose più importanti senza le quali a nulla saranno serviti tutti gli sforzi fatti in precedenza , il pettorale e il chip , che misurerà tutta la mia prestazione registrandola nell’archivio della gara.

Qualche foto scattata all’interno dell’expo e poi in albergo, il sabato visita della città, poi la cena da maratoneta, pasta, verdure, frutta e poi a letto per un buon riposo e la mattina susseguente colazione presto, mentre alle 07,00 precise ci vengono a prelevare direzione Greenwich  dove  è il punto di partenza, l’adrenalina sale, il cuore batte forte, l’emozione c’è.

È una giornata fredda, il vento è molto gelido causa la scia di un uragano dei giorni precedenti, le nubi sopra di noi sono minacciose anche se per il momento sembrano graziarci, il parco di Greenwich è diventato un contenitore con 56.000 runners provenienti da 5 continenti ognuno con un sogno , con una storia diversa e tutto questo rende l’atmosfera magica, elettrica, unica.

FOURTH

Resterò qua fino le 10,40, fino a quando poi lo speaker presenta l’elite runners alla partenza… si avvicina anche per noi il grande momento .

Loro sono partiti, ancora poco ed ecco anche per noi il classico suono che dà il via alla gara, inizio a sentire solo i miei passi, i piedi che toccano e vanno, sto bene, sento la gente che applaude, incita, siamo in tantissimi, un serpentone che corre compatto e sarà così senza sgretolarsi troppo fino alla fine perchè si corre tutti in un percorso delineato dalle transenne con ai lati la gente che continua sempre ad incoraggiarti, cantare, suonare, salutarti, chiedendoti con le mani protese di battere il cinque, è bello è troppo bello esserci, il sogno si sta realizzando e tutto questo contorno è la vera spinta in più, la carica emotiva che ti spinge anche quando, magari, al muro fatidico dei 30 comincerai a sentire le gambe pesanti, i muscoli che potrebbero tirare, la schiena dolorante, ma imperterrito continuerai perché in fondo ci sarà il traguardo che per te stesso sarà più di un traguardo, ti sei nuovamente superato.

Comunque i primi 5,10,15 km vanno via bene e sono verso la metà gara che mi porta ad attraversare il Tower Bridge, questo è uno dei punti più belli di tutta la gara e sono già al ventesimo kilometro , il pubblico  è veramente infinito raccolto ai lati transennati, il ponte è solo per noi e me lo godo tutto, do qualche cinque con la mano ai bambini e a volte la alzo per salutare ed è incredibile come sia ricettivo il pubblico , basta così poco per far alzare di qualche decibel il loro volume.

Mi rifornisco di acqua e sali minerali nei ristori posti ogni 5 km per rimanere ben idratato e aiutare i miei muscoli delle gambe arrivando così al trentesimo km, sono al muro, la flessione c’è, ma sento che posso continuare, non manca molto, 12 km li faccio normalmente ed è quello che cerco di pensare per tenere la mente sempre con un pensiero positivo, sono già al 35 km i polpacci sono abbastanza tesi, ma non sento i crampi e questo mi rassicura, continuo a dirmi che manca poco, comincio a guardare i km che mancano e ognuno di esso diventa un vero count down, ecco davanti a me il Big Ben, oramai ci siamo e sono al quarantesimo stringo i denti, 2 km ancora e poco più; finalmente intravedo il corridoio finale degli ultimi 400 metri, lì mi aspetta mia moglie, la vedo, corro a salutarla con un bacio liberatorio e riprendo, c’è una curva a destra, sulla sinistra Buckingham Palace e imbocco il rettilineo finale, chiudo gli occhi e a braccia alzate spingo fino ad arrivare al traguardo.

Ce l’ho fatta, obiettivo raggiunto, le gambe tremano e fanno male, vado avanti a prendermi la mia medaglia che con orgoglio una volta ritornato a casa appenderò in bella mostra insieme alle altre conquistate, oltre alla maglia finisher.

Londra mi ha dato tanto, mi ha regalato una bella gara e per questo continuerò ad amarla solennemente, mentre dai miei occhi per la felicità, delle lacrime iniziano a scendere…

WE RUN TO FEEL BETTER!»

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